Per vivere felici è importante non essere una discarica dell’immondizia.

La “legge del camion della spazzatura” vi aiuterà a vivere felici, o molto, molto meno arrabbiati e tristi (che già sarebbe tanto vi trovate?). Prima di parlarvi di questa “legge” però, vi racconterò la mia esperienza, una storia che vi sembrerà assurda.

Qualche giorno fa, ben cinque persone nel giro di poche ore mi hanno letteralmente mandato a quel paese, qualcuno mi ha addirittura riempito di brutte parole. Riuscite a mettervi nei miei panni? Come vi sareste comportati voi al posto mio?
Io vi dico che non ho reagito così come avreste fatto voi 🙂 Incredibile vero?

Ecco, ora siete curiosi di sapere quali sono state le mie reazioni?

Premetto che fino a qualche tempo fa avrei reagito al solito modo, quello facile da immaginare: come minimo avrei risposto con lo stesso tono aggressivo, avrei finito con il litigare e molto probabilmente qualcuno di questi cinque stava all’ospedale a quest’ora… Beh forse sto esagerando… Di sicuro all’ospedale non ci sarebbe finita mia moglie, lei è più brava di me a menare.

Vivere FeliciInizio della storia assurda: la prima persona, mia moglie

Ieri mattina mi sveglio e come prima cosa mi arriva una sfuriata da mia moglie. “Ma come ti avevo raccomandato di mettere i fagioli a bagno prima di venire a letto e non l’hai fatto? Ma allora sei un… questo, questo e questo!”

Non sono mai stato uno che se le “tiene” , in questi casi rispondevo sempre a “tono” ma da un po’ di tempo ho capito che rispondere a tono non è quello che mi permette di stare meglio (di vivere felice) in situazioni del genere. Prima di rispondere ho pensato alla discarica dell’immondizia (alla fine capirete bene cos’è) così ho replicato con la massima tranquillità: ”Ho dimenticato di fare questa cosa è vero ma non moriremo di fame, mangeremo qualcos’altro oggi”.

Mia moglie chiaramente non si è fermata e ha continuato ad inveire, io invece non ho aggiunto più nulla e tutto questa senza perdere la calma. Certo, anche reagendo in questo modo non è che sono stato benissimo, ma vi assicuro che rispetto alle infinite altre volte è stata tutta un’altra storia!

La seconda persona: l’amministratore

Di lì a poco sono sceso per andare a lavoro. Sulle scale incontro l’amministratore del condominio che senza nemmeno dire buongiorno, me ne dice di tutti i colori a causa di alcuni problemi con dei pagamenti. Stavolta ero più preparato: avevo già  da qualche giorno con me il prospetto dei pagamenti con la lista dei  bonifici eseguiti, così l’ho fatto sbottare e non appena si è fermato a riprendere fiato, con la massima calma gli ho dato il prospetto, ho sorriso e gli detto: “Buongiorno, mi dispiace ma ora devo proprio scappare.”

La terza persona: “Teppista” sul motorino

Poco dopo mi ritrovo solo in auto, finalmente mi rilasso alla grande ascoltando My City of Ruins di Springsteen e… “ma che cavolo.. oggi è proprio dura..” mi è venuto da pensare. Infatti, un ragazzo sul motorino mi sorpassa sulla destra, il sorpasso dura un’eternità con lui che sbanda ripetutamente e che per poco non mi viene addosso. Ho sudato freddo e mi sono spaventato di brutto.

Non potete immaginare le brutte parole che mi ha potuto dire qualche secondo dopo. L’ho guardato e ancora una volta ho pensato “che devo diventare una discarica proprio ora? Ma per l’amor di Dio! Vai fanciullo, ti voglio bene”. Beh, ammetto che in questo caso è stato un attimo più difficile reagire così.

Sul lavoro secondo voi poteva andare liscio? No! Io pensavo di si, sapete com’è, ero convinto di averne avute abbastanza tra moglie, amministratore e ragazzo sul motorino… ma non sapevo che mancavano ancora Fabio, un collega di lavoro, e la mia amica.

La quarta persona: Fabio

A lavoro è stato più semplice reagire bene: non appena ho visto Fabio subito mi è sembrato come un camion dell’immondizia (anche questo lo capirete bene alla fine). Infatti, non mi ha neanche guardato che ha sbottato: “Che caspita, sono sempre e solo io che mi preoccupo e mi stresso per arrivare in orario a lavoro? E’ bello arrivare per ultimi vero?”.

Questa volta sono stato un po’ cattivo, l’ammetto, ma volevo solo sperimentare una cosa, così l’ho guardato dritto negli occhi e gli ho detto: “Guarda che c’è Roberto che ancora non è arrivato , quindi non te la prendere con me, almeno sono arrivato prima di lui.”

Di lì a poco Fabio e Roberto se ne sono dette di tutti i colori e ho potuto assistere dal vivo a cosa succede quando c’è un camion dell’immondizia da una parte e una discarica dall’altra.

La mia amica

Il mio “esperimento” era andato a buon fine, si era verificato quello che avevo immaginato: Fabio non ce l’aveva davvero con me, voleva solo una discarica. E così anche mia moglie, l’amministratore e il ragazzo sul motorino. Così sarebbe stato di lì a poco per la mia amica, che in auto lamentandosi della sua vita in generale, ad un tratto ha iniziato a dirmi cattiverie gratuite… E io davanti a tutte quelle cattiverie sapete cosa ho fatto? Le ho dato da leggere questa storia, che ora leggerai anche tu…

La legge del Camion della spazzatura

Tratta dal libro di David J.Pollay, giornalista e blogger newyorkese, il suo libro è diventato un best-seller (“The Law of the Garbage Truck“) per un episodio accaduto 16 anni fa.

David era di fretta, il suo treno sarebbe partito tra meno di mezz’ora e le previsioni del traffico non presagivano nulla di buono. Senza pensarci troppo saltò sul primo taxi libero, in direzione della stazione. Il taxi giallo sfrecciava sulla corsia preferenziale, quando all’improvviso una macchina scura sbucò da un parcheggio poco più avanti: il tassista premette con tutta la sua forza il pedale del freno e le ruote iniziarono a fischiare. Dopo alcuni secondi, che erano sembrati interminabili, il taxi finalmente si fermò, a pochi centimetri dalla macchina scura.

David aveva il cuore in gola, ma le sorprese non era ancora finite. Il guidatore disattento, non solo non si scusò, ma iniziò ad inveire contro il tassista, per poi andarsene con un bel dito medio che sporgeva dal finestrino. David non poteva crederci: quel tizio stava per causare un’incidente potenzialmente mortale ed invece di scusarsi si era comportato da perfetto imbecille. Ma a sorprenderlo davvero fu la reazione del tassista…

Il tassista non solo non si scompose più di tanto: sorrise e salutò amichevolmente il guidatore disattento. David era incredulo: “Come hai potuto lasciarlo andare così? Stava per ucciderci!“. Fu allora che David venne a conoscenza della “Legge del Camion della Spazzatura“. Continuando a sorridere il tassista guardò David nello specchietto e disse:

“Un sacco di persone sono come camion della spazzatura. Vanno in giro pieni di ‘rifiuti’: frustrazioni, rabbia, malcontento. Più questi ‘rifiuti’ si accumulano e più loro sentono l’urgenza di cercare un posto dove scaricarli. E se glielo permetti, te li scaricheranno addosso. Quindi amico, quando qualcuno cercherà di scaricare la sua rabbia e la sua frustrazione su di te, non prenderla sul personale. Sorridi, augura loro ogni bene e vai avanti. Credimi: sarai più felice.”

Maggiore è la quantità di spazzatura che accumulano alcune persone e maggiore sarà la sensazione del bisogno di trovare un posto dove scaricarla. Quindi, se noi glielo permettiamo, diventiamo una discarica e scaricheranno tutta quella spazzatura su di noi rovinandoci la giornata.